San
Bartolomeo De Legio
a cura di Gianni Di Muzio
Nel
territorio di Roccamorice (Pe),risalendo sulla carta IGM il torrente di Capo Lavino,che ha
scavato un lungo canyon da Piano delle
Felci al Fosso Cusano e al Gesseto,
si apre tra 600 e
Le
pietre squadrate della piccola chiesetta di S.Bartolomeo
de Legio hanno lo stesso colore della parete rocciosa,che qui forma uno sgrottamento,con
la costruzione modellata sotto e a misura del riparo ,con relativo muro di
sostegno in pietra della Majella,in verticale sulla
scarpata..…….

Roccamorice (Pe) : San Bartolomeo de Legio
Il
primo impianto di questo luogo di culto si fa risalire al secolo XI,sorto certamente come “romitorio” Cassinese……
Si
conosce la nascita del monachesimo Benedettino, ad opera
di S.Benedetto a Montecassino nel 542 d.C.e la rapida diffusione della “Regola”…….
L’editto
di Costantino nel 313 d.C.consacrò la libertà di
culto cristiano,con il conseguente rapido sviluppo
della Chiesa……
Venute
meno le persecuzioni,crescevano i fedeli della
comunità cristiana,sia nella forma di vita cenobitica che di vita ascetica ed
eremitica……..
Si
sa quanto siano stati attivi i seguaci di S.Benedetto
nel fondare “Romitori”,”Celle”,Grange” e Monasteri in
Abruzzo,attraverso i Monaci provenienti da Montecassino e Subiaco,utilizzando
gli antichi tracciati “Romani”(la “Valeria”….la “Salaria”….il percorso “Numicio”……).
La
“Regola” di San Benedetto elenca 4 tipi di Monaci :
1) i “Cenobiti”,che vivono in Monastero,sotto un
Abate;
2) gli “Eremiti”,che vivono nella solitudine;
3) I “Sarabaiti”,in piccole
comunità,senza “Regola”;
4) I “Girovaghi”,vagabondi e schiavi dei propri desideri.
Nella ovvia esclusione degli ultimi due tipi dalla santità
monastica,S.Benedetto vuole che si rispetti la sua
“Regola”solo dai “Cenobiti,pur riconoscendo la via della santità agli
Eremiti………
La
“Regola Benedettina”si basa su due regole:
-la
moderazione,in tutte le manifestazione della vita cenobita;
-l’obbligo
della vita in comune,sotto un Abate e in
collaborazione con altri monaci (Priori,Cellerarii,Decani,Penitenzieri,ecc.).
Ogni
Cenobio dev’ essere “autosufficiente”,per rafforzare nell’Ordine Benedettino la spiritualità e
l’obbedienza alla “Regola”…….che avvicina i Monaci alla “Opus Dei”………..
Con
l’espansione dei Monasteri Benedettini , del numero
dei Monaci e dei possedimenti acquisiti……..cresce la supremazia
dell’Ordine,che accetta sempre
meno.……..ingerenze Vescovili…..
L’avvicinamento
a Dio,secondo la “Regola”, è il giusto equilibrio tra
la preghiera e il lavoro…….non trascurando la carità e l’assistenza a poveri e
malati……..
E’
proprio la carità
e l’assistenza ai bisognosi che fece proliferare anche in Abruzzo queste
“Celle” Monastiche Benedettine,”Romitori” ed “Eremi”,con annessa piccola
“Cappella”per
San
Bartolomeo De Legio è un esempio illuminante di
insediamento Benedettino nell’XI secolo,in una zona
agricola e pastorale,dove portare la parola di Dio e l’assistenza ai bisognosi……….

il
“Romitorio” di S.Bartolomeo de Legio-Roccamorice
(Pe)
Furono
oltre trecento in Abruzzo i Monaci Benedettini tra l’XI e il XIII secolo,che
occuparono i vari “Romitori” e “Celle Eremitiche”specie sulla Majella e sulla Montagna dei Fiori …..
(cfr.
Ugo Pietrantonio-Il Monachesimo Benedettino in
Abruzzo e in Molise-R.Carabba Editore-Lanciano-1988).
Il
documento più antico che cita S.Bartholomaei De Legio è una “Bolla” di Gregorio X del 22 Marzo 1275 (U.Pietrantonio).
Anche
l’eremita Pietro Angelerio (il futuro Celestino V…..)
Frequentò
il “Romitorio”di S.Bartolomeo de Legio
tra il 1277 e il 1288…….
Si
ritiene che dopo il “Privilegio” di Carlo II del 31 Luglio 1294 il “Romitorio”di
San Bartolomeo de Legio
passò dall’Osservanza Benedettina a quella “Celestina”…..

Roccamorice (PE)- San Bartolomeo De Legio
